giovedì 19 gennaio 2017

Sepolti dalla neve a 4 km da Ascoli, l'sos choc di una famiglia

L'SOS choc. Ha 'collezionato' tre infarti in sei anni, per questo si guarda bene, con il freddo glaciale e con una coltre di neve alta così, dall'andare a piedi in città, anche se il centro dista solo 4 chilometri. È la situazione paradossale che vive Lorenzo Ermini, isolato da tre giorni con la sua famiglia in una piccola frazione di Ascoli, Rosara, che sembra essere ripiombata nel Medioevo: gli abitanti sono senza luce, senza riscaldamento, se si eccettua il caldo del camino, e con i viveri che cominciano a scarseggiare. Lorenzo, operaio metalmeccanico, abita con la moglie, la mamma ottantenne e un cugino che lo ha raggiunto con la sua famiglia: moglie e figli.  «Da qui - si sfoga con l'ANSA - riusciamo a vedere la strada provinciale che scorre sotto di noi, completamente percorribile, mentre la strada comunale è bloccata, ostruita da un muro di neve e nessuno si è fatto ancora vivo per liberarla. In paese c'è un metro e mezzo di neve. Non è stato mai pulito. Qui siamo una trentina di famiglie. Chi ha potuto se n'è andato via a piedi, ma io non posso. Ho avuto tre infarti negli ultimi sei anni, non riesco a raggiungere Ascoli a piedi, anche perché la neve è alta. E a dirla tutta - s'indigna Ermini - non mi sta neppure bene. Essere evacuati per la neve nel 2017 è veramente inaccettabile». 
«Non abbiamo elettricità - incalza Lorenzo - e alle 17:30 già è buio. Come facciamo? Andiamo avanti al lume di candela. Per scaldarci c'è il fuoco del camino, ma anche la legna sta finendo. Per i viveri abbiamo chiesto alla Protezione civile, e hanno detto che ce li faranno avere. Senza energia elettrica non possiamo neppure caricare i cellulari, ci industriamo collegandoli al caricabatterie dell'auto». Insomma, un Medioevo di ritorno, «e nel 2017 - insiste Lorenzo - non si può proprio accettare».